DISEGNARE CHE PASSIONE!

Ma come comprendere i disegni dei tuoi bambini?

Fin dai tempi più remoti l’uomo ha utilizzato la tecnica del disegno per potersi esprimere e anche tu, genitore, con qualche piccola attenzione mirata potresti comprendere alcuni messaggi che il tuo piccolo artista ti sta inviando.
Disegnare si sa, è fantasia e creatività allo stato puro: un momento di piacere dove il bambino, libero da ogni vincolo, si può esprimere tranquillamente e non solo; è infatti un’occasione d’oro in cui il bambino può sviluppare la propria manualità e vivere contestualmente le emozioni generate dall’atto stesso del disegnare.
E’ proprio la manualità infatti che genera nel bambino una serie di stimoli ed emozioni che, come esperti grafologi sottolineano, deve essere salvaguardata soprattutto in un momento storico come quello attuale in cui l’attività ludica del colorare e del disegnare è “lasciata” ad applicazioni scaricate su tablet e smartphone. Nel disegno, spiega infatti Eva Crotti esperta grafologa, ogni elemento ha un codice simbolico che rappresenta qualcosa legato al loro vissuto come le emozioni più profonde oppure i disagi stessi.
Vediamo nel dettaglio cosa comprendere dai “capolavori” dei vostri piccoli artisti guidati dall’esperta:


1. Come disegna: lo spazio sul foglio
La prima cosa da fare è notare se il bambino quando disegna riempie o meno tutto il foglio. «Nel primo caso il bambino è solare e sereno. Nel caso opposto, invece, il piccolo ha bisogno di essere rassicurato da mamma e papà perché potrebbe sentirsi inadeguato».


2. In che modo disegna: l’energia vitale
«Altro aspetto da non sottovalutare è come appoggia la matita sul foglio. Se l’energia vitale è elevata, poggerà con forza e quindi è un bambino volitivo, se invece lo sfiorerà, il bambino ha delle insicurezze».


3. Cosa rappresenta sul foglio
La figura umana: «E’ uno dei disegni più frequenti. Se il bambino disegna la figura umana completandola, vuol dire che il bimbo ha una certa stabilità. Se la figura ha gli occhi truci, il bambino vive una situazione di ansia. Se è senza mani, manca la comunicazione in famiglia, mentre se è senza piedi, gli manca la sicurezza».
La casa: «E’ senza dubbio il luogo dell’accoglienza, nel quale il bimbo proietta tutte le sue emozioni. Se disegna una casa con il comignolo che fuma, nella sua vita c’è affetto e calore. Se invece la casa che rappresenta è senza, gli manca l’attenzione dei suoi cari. Se la casa ha le finestre chiuse, vuol dire che vive in un ambiente troppo protettivo che gli impedisce di vedere la realtà».
Il sole con i raggi: «Rappresenta la figura paterna. Se è contornato da nuvole vuol dire che il suo papà non dà sicurezza e che sta affrontando una situazione che gli provoca malinconia».
L’albero: «Il tronco rappresenta l’io. Se il tronco è esile, il genitore dovrà aiutare il piccolo ad avere maggiore autostima. Un tronco grosso, invece, rappresenta una personalità egocentrica. Se ha il nodo dentro, vuol dire che il piccolo non è indipendente dai genitori e non è autonomo».
La famiglia: «Se il bambino quando disegna la sua famiglia si colloca al primo posto rispetto agli altri componenti è un bambino egocentrico. Se si mette all’ultimo posto, si sente messo da parte. Se rappresenterà la famiglia su una barca nera, vuol dire che in famiglia vive una situazione di paura e di incertezza. Anche se ha voglia di conoscere e di esplorare, ha bisogno di esser rassicurato».


4. La scelta dei colori
Anche i colori che usa offrono delle utili indicazioni. Ecco perché «per comprendere il suo mondo emotivo, meglio utilizzare delle matite colorate e non dei pennarelli, che invece scivolano sul foglio e non danno energia vitale al disegno. Anche la scelta delle tonalità ci aiuta a comprendere ciò che ha dentro. Se sceglie dei colori tenui ha una personalità timida, mentre se sceglie colori più vivaci, ha una personalità estroversa».
5. Gli errori da non fare

«Stimolatelo a disegnare, ma non obbligatelo a farlo. Meglio se disegna liberamente, da solo o anche in compagnia. Il disegno può essere, infatti, anche un momento da condividere in famiglia. per esempio invitate il bambino a raccontare attraverso un disegno come vive un determinato evento, per esempio la nascita di un fratellino, la festa di compleanno, etc. Evitate i commenti sia positivi che negativi sul suo disegno, del tipo “Non sai disegnare!” “Non sei capace” etc. E non fate paragoni: “Tuo fratello sa disegnare di più”. “Il disegno del tuo amichetto è più bello del tuo”, etc. E’ fondamentale non interferire per non inibire la sua voglia di disegnare e quindi di esprimere se stesso e il suo mondo interiore».


Fonte: iodonna.it

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A.A